Nella stanza di terapia ci troviamo sempre più spesso di fronte a forme di sofferenza e a configurazioni esistenziali che sfidano i nostri tradizionali paradigmi clinici. Tra queste, lo Spettro Autistico viene frequentemente confuso, diagnosticato in ritardo o letto esclusivamente attraverso la lente fredda del deficit intrapsichico.
In questo incontro di un'ora e mezza, l'obiettivo è offrire ai colleghi una chiave di lettura basata sull'epistemologia gestaltica e fenomenologica. A partire dalle categorie nosografiche riconosciute a livello internazionale, getteremo uno sguardo 'caldo' sull'organismo neurodivergente, rileggendo i sintomi come modalità di fare contatto e collocando il vissuto lì dove appartengono: alla relazione organismo-ambiente.
Attraverso i contributi dell'approccio gestaltico, esploreremo come i sintomi descritti dai manuali non siano disfunzioni isolate, ma adattamenti creativi e risposte adattive messe in atto dal Sé nel Contatto, quando l'ambiente viene percepito come incomprensibile, irraggiungibile o minaccioso. Sarà un primo momento di condivisione e sintonizzazione clinica, pensato per iniziare a guardare all'autismo non come a una patologia da normalizzare, ma come a una modalità altra, estetica e complessa, di fare esperienza e di stare nel mondo.